La
crisi
Sul
finire del
1983
decide di ritirarsi dalle scene,
organizzando al teatro Ciak di
Milano un concerto con musicisti
di prim'ordine che diventerà
l'album
Miei
compagni di viaggio.
Mimì ripercorre le tappe più
importanti della sua crescita
musicale attraverso le cover di
autori a lei particolarmente
cari, tra cui
John
Lennon,
Randy
Newman,
Vinicius
de Moraes,
Fabrizio
De André,
Francesco
De Gregori e
Luigi
Tenco. Ai cori di un
brano piuttosto emblematico come
Big yellow taxi di
Joni
Mitchell partecipano
anche
Loredana
Berté,
Ivano
Fossati,
Cristiano
De André, e l'amica
di sempre Aida Cooper, vocalist
di talento. Il concerto si
chiude con il significativo
brano Ed ora dico sul serio
("...Non vorrei cantare più") di
Chico
Buarque De Hollanda.
Nel
1985,
la DDD prova un ulteriore ed
ultimo tentativo per rilanciare
la carriera di Mia Martini
cercando di farla partecipare al
Festival
di Sanremo con
Spaccami il cuore, un pezzo
scritto da
Paolo
Conte, che però viene
scartato dalle selezioni. Il
brano viene comunque stampato su
45 giri, ma in pochissime copie.
Sul retro, un'altra composizione
della stessa Mimì intitolata
Lucy, in cui emerge il contrasto
tra il Sole e la Luna intesi nel
significato simbolico che
assumono all'interno dei
Tarocchi (vecchia passione
dell'artista), unitamente ad una
filastrocca tradizionale
calabrese nel dialetto di
Bagnara, per l'occasione
musicata.
Dopo l'ultimo episodio di
ostracismo, critici e addetti ai
lavori sembrano ostinati a
condannarla ad "un tunnel", come
lei stessa lo definì anni dopo:
probabilmente era anche il
tunnel della depressione, che
Mimì non riuscì mai a superare
veramente dopo la fine della
relazione con Fossati. Durante
questo periodo di profonda
crisi, spesso apparsa
insanabile, l'artista riparte
dalle proprie origini, dalla sua
Calabria, dal rapporto col
padre, alla ricerca della sua
stessa identità.
Per
sopperire alle notevoli
difficoltà economiche, Mimì, nel
frattempo trasferitasi a
Calvi
dell'Umbria, continua
comunque ad esibirsi in locali
di provincia o di periferia,
accompagnata da altri gruppi.
Il
ritorno
 |
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Solo nel
1989,
alcuni dei discografici che
l'avevano seguita all'inizio
(Lucio Salvini in particolare, e
Giovanni Sanjust) potranno
convincerla ad un grande
rientro. La canzone
Almeno tu
nell'universo era
stata scritta da
Bruno
Lauzi e Maurizio
Fabrizio nel 1972 (addirittura
nella stessa settimana di
Piccolo
uomo), e rimasta nel
cassetto anche perché un po'
troppo avanti nei contenuti.
Grazie all'interessamento di
Adriano
Aragozzini, allora
direttore artistico del
Festival
di Sanremo, Mia
Martini può gareggiare con
questa canzone.
L'interpretazione suscita gli
entusiasmi del pubblico e le
vale per la seconda volta il
Premio della Critica: un
assoluto trionfo che pone fine a
un altro dei tanti |
periodi bui, ogni volta
superati con un consenso sempre
maggiore.
Il
successo di Sanremo la
incoraggia ad intraprendere una
vera nuova tournée e ad incidere
per la sua nuova casa
discografica, la
Fonit
Cetra, un nuovo Lp
dopo tanti anni, intitolato
semplicemente
Martini
Mia. Si tratta di un
lavoro realizzato a tempo di
record, che racchiude canzoni
tra cui Notturno e Donna,
scritta due anni prima da
Enzo
Gragnaniello.
Il
cantautore napoletano aveva
conosciuto Mimì in una delle sue
serate e ne era rimasto molto
colpito, al punto da scrivere in
brevissimo tempo il primo di una
lunga serie di brani che la
cantante inciderà a partire dal
suo ritorno sulle scene,
ricambiando un'enorme
ammirazione.
Nel
1989
Donna viene scelta anche come
secondo singolo e presentata al
Festivalbar, dove le
viene consegnato il Disco D'Oro
per le oltre 100.000 copie
vendute del suo album.
Nel
1990
bissa al
Festival
di Sanremo, il
successo dell'anno precedente
interpretando con la consueta
classe un testo di
Franco
Califano, La nevicata
del '56, per cui riceve ancora
una volta il Premio della
Critica.
Collabora, cantando in duetto
con
Claudio
Baglioni in Stelle di
stelle, che uscirà nell'album
Oltre del cantante nel
1990.
Pubblica l'Lp
La mia
razza (il brano
omonimo è stato scritto da
Fabrizio
De André), un lavoro
in cui la Martini spazia dalla
melodia (Un altro Atlantico, che
doveva portare a Sanremo), ai
ritmi etnici (Danza pagana di
Mimmo Cavallo) e latini con
Chica chica bum di
Carmen
Miranda,
precedentemente cantata a
Fantastico. L'album racchiude
anche Io e la musica di
Amedeo
Minghi, Domani più
su, firmata da
Enrico
Ruggeri e
Dodi
Battaglia dei
Pooh,
e altri tre brani di
Enzo
Gragnaniello.
Nel
1991
pubblica
Mi basta
solo che sia un amore,
una raccolta delle sue canzoni
d'amore più belle in versione
originale, unitamente
all'inedito Scrupoli, sigla
dell'omonimo programma
televisivo.
Ma
nello stesso anno si dedica
soprattutto ad un progetto molto
ambizioso: tiene dodici concerti
in cui canta canzoni sue e di
altri cantautori in versione
jazz (Vola, Pensieri e parole di
Battisti,
Gente distratta di
Pino
Daniele, unitamente
ad altri classici del genere
arrangiati da
Maurizio
Giammarco). In
quest'occasione registra l'album
Mia
Martini in concerto (da un'idea
di Maurizio Giammarco),
boicottato dalla
Fonit
Cetra che ne stampa
solamente ventimila copie.
Il
suo amore per la città di
Napoli
è testimoniato da un'altra
grande esperienza musicale,
quella del duetto col grande
Roberto
Murolo nel brano Cu'
mmè (ancora di Enzo Gragnaniello),
che venne presentato a Viva
Napoli del
1992.
Nel
1992
è di nuovo in gara al
Festival
di Sanremo con il
brano Gli uomini non cambiano,
su testo di Giancarlo Bigazzi,
uno degli autori più prolifici
della musica italiana. Più volte
viene data per favorita, ed è
forse anche per questo motivo
che in extremis la vittoria sarà
assegnata a
Luca
Barbarossa. Mimì deve
accontentarsi del secondo posto,
ma per tutti è la vincitrice
morale del Festival.
Nello stesso anno pubblica
Lacrime
risulterà uno dei suoi album più
venduti, grazie anche ai brani
firmati da
Biagio
Antonacci (Il fiume
dei profumi), Mimmo Cavallo (Dio
c'è),
Enzo
Gragnaniello (Scenne
l'argento), e Maurizio Piccoli
con la sua Uomini farfalla, in
cui gioca sul tema
dell'omosessualità.
È
chiamata ancora una volta a
rappresentare l'Italia all'Eurofestival,
che quell'anno si svolse in
Svezia.
In quest'occasione presenta un
brano dal titolo Rapsodia, che
viene incluso nell'omonima
raccolta
Rapsodia -
Il meglio di Mia Martini,
con i suoi successi storici in
versione rimasterizzata, più due
tracce live registrate durante
il concerto
Per aspera
ad Astra, che
prevedeva la realizzazione di un
home video, pubblicato postumo
dalla
Polygram
(sua nuova etichetta
discografica).
In
un primo momento Mia è esposta a
una grande attenzione mediatica
soprattutto per essere "la
cognata di
Borg"
(l'ex-tennista svedese che
Loredana
Berté sposò nell'89).
Successivamente dà il meglio di
sé suscitando gli entusiasmi e
gli elogi degli svedesi,
apparendo ben lontana dal
temperamento di Loredana.
Ed
è proprio in questo periodo che
recupera il rapporto con la
sorella dopo anni di silenzi e
di profonda incomunicabilità.
Loredana ha, nel frattempo,
divorziato e si prepara ad un
ritorno da cantautrice,
incoraggiata proprio da Mimì che
duetta con lei al
Festival
di Sanremo 1993 nel
brano Stiamo come stiamo.
Sembrano messi da parte i vecchi
rancori, dunque. Ma quello che
poteva essere l'evento musicale
dell'anno, in realtà non riesce
a soddisfare le aspettative del
pubblico, anche a causa delle
continue tensioni fra le due
sorelle nei giorni della
rassegna canora. È soprattutto
Loredana a condizionare le
esibizioni, e a non convincere
le giurie. Ad ogni modo il pezzo
verrà riproposto in duetto anche
durante la registrazione del
primo live di Loredana, a cui
partecipò anche Mimì.
Sempre nel
1993,
incide Vieneme, ancora in
collaborazione con Enzo
Gragnianiello e Roberto Murolo,
che non riesce a bissare il
grande successo di Cu' mmè.
Inoltre Mia è passata dalla
Fonit
Cetra ad un'altra
etichetta, la
Polygram,
che la obbliga a presentarsi
alle selezioni per il
Festival
di Sanremo 1994. La
canzone E la vita racconta viene
scartata, ma è la stessa Mimì a
non essere convinta del brano.
In ogni caso la notizia suscita
comunque un certo clamore, tanto
che
Claudia
Mori propone il
proprio ritiro dalla kermesse
canora in favore di Mia Martini.
Ovviamente il regolamento non
consente una simile
sostituzione, che comunque Mimì
non avrebbe mai accettato, pur
apprezzando il gesto della
collega.
Nel
corso del
1994
passa ad un'altra casa
discografica, la RTI Music, con
cui termina di incidere il nuovo
album (iniziato con la
precedente etichetta) che si
intitola
La musica
che mi gira intorno.
Mimì rilegge con grande forza
interpretativa quelle canzoni
che molti dei suoi autori
preferiti avrebbero scritto in
un momento di grande amore, o di
grande fragilità, a prescindere
dal loro impegno politico
sociale:
Fabrizio
De André (Hotel
Supramonte),
Francesco
De Gregori (Mimì
sarà),
Zucchero
(Diamante),
Vasco
Rossi (Dillo alla
luna),
Lucio
Dalla (Stella di
mare)
Eugenio
ed
Edoardo
Bennato (Tutto
sbagliato baby), e naturalmente
Ivano
Fossati con ben tre
pezzi (La canzone popolare, I
treni a vapore, e La musica che
gira intorno, su cui gioca il
titolo dell'album). A
confezionare il tutto un inedito
di Mimmo Cavallo (Viva l'amore),
che è anche il brano trainante
del disco.
Ma
era solo il primo di una serie
di progetti improntati alla
rilettura di vari autori e
generi musicali, che l'artista
non ha avuto il tempo di
realizzare: dai classici
napoletani (un disco che si
sarebbe dovuto chiamare "Napoli
Mia") a quelli più moderni di
Pino
Daniele (autore da
lei amatissimo, che aveva
volutamente tralasciato
nell'ultimo album per dedicargli
un capitolo discografico a sé),
fino al tributo a
Tom Waits,
e a un altro album dedicato alla
Luna, che Mimì avrebbe dovuto
incidere poco prima della sua
improvvisa e prematura
scomparsa.
La
scomparsa
Il
14 maggio
1995,
dopo due giorni di silenzio,
viene ritrovata senza vita nella
sua abitazione a
Cardano al
Campo (VA),
dove si era trasferita per
essere più vicina al padre, il
prof. Giuseppe Berté, già
preside del Liceo Scientifico di
Gallarate.
Le
cause della morte non furono mai
del tutto chiarite: si è parlato
di suicidio mediante
barbiturici, ma secondo la
sorella Loredana e i parenti le
fu fatale un
arresto
cardiaco, dovuto ad
antidepressivi che lei assumeva.
I controlli stabilirono che la
morte avvenì due giorni prima,
il
12 maggio
1995.
Ai suoi funerali, svoltisi il
15 maggio
a
Busto
Arsizio, presero
parte migliaia di suoi fan,
persone dello spettacolo e
colleghi del panorama musicale.
Il
18 maggio
1995
la trasmissione Tempo Reale, in
onda su
Rai Tre,
ha mandato in onda uno speciale
dedicato alla cantante appena
scomparsa, dal titolo Ciao Mimì.
Il successivo
20 luglio,
Rai Due
ha trasmesso l'Omaggio a Mia
Martini. Alla commemorazione,
organizzata dal Comune di
Lamezia
Terme e da
Ruggero
Pegna e condotta da
Andrea
Giordana e
Myriam
Fecchi davanti a
cinquantamila persone, hanno
partecipato numerosi artisti del
mondo della canzone, tra cui
Pierangelo
Bertoli,
Bruno
Lauzi,
Peppino di
Capri,
Mariella
Nava,
Rosa
Martirano,
Mimmo
Cavallo e moltissimi
altri ancora.
Omaggi a Mia Martini
Dal
1996
il "Premio della critica" del
Festival
di Sanremo è
intitolato alla sua memoria,
diventando così
Premio
della Critica Mia Martini,
mentre si sono sprecate negli
anni successivi le pubblicazioni
postume di raccolte con inediti
e non, che hanno sempre
suscitato l'interesse dei
numerosi estimatori e del grande
pubblico che ancora oggi la
ricorda e la ama.
La
morte di Mia Martini o di Mimì
per gli amici e parenti, ha
provato e segnato un vuoto
incolmabile e senza poter essere
mai riparato nella vita della
sorella
Loredana
Berté, che tutt'oggi
fin dalla scomparsa di Mimì le
dedica brani. Nel
1997
con la partecipazione sua al
Festival
di Sanremo ha
presentato un brano dal titolo
Luna scritto da Loredana Berté e
da Maurizio Piccoli, dedicato
alla sorella Mimì, ed è stato
incluso nell'album Un pettirosso
da combattimento dedicato per la
maggior parte, e, da come si
intravede nel titolo, alla
sorella Mia Martini.
Tra
i vari brani più famosi dedicati
da
Loredana
Berté a Mia Martini
vi è Mufida (che per l'appunto
in lingua araba significa
Sorella), Luna nell'album
contenente altri brani dedicati
sempre a Mia dal titolo Un
pettirrosso da combattimento del
1997,
Zona Venerdì (proprio perché il
giorno in cui si spense Mimì era
un triste e buio
Venerdì
di
Maggio
del
1995)
e moltissimi altri ancora.
Nel
1998
Renato
Zero le ha dedicato
un brano dal titolo La grande
assente, incluso nell'album
Amore dopo
amore.
A
dieci anni dalla scomparsa di
Mia Martini (maggio 2005) "La
Storia siamo noi" (Rai Edu) ha
raccontato per la prima volta in
televisione la storia di questa
grande artista. Lo speciale, le
cui autrici sono Caterina Stagno
e Silvia Tortora, è intitolato
"Mia Martini - Storia di una
voce".
Tra
i tanti artisti, autori,
cantanti e personaggi dello
spettacolo che si sono
interessati alla vita, la
carriera e la musica di Mia
Martini vi è
Gilda
Giuliani. Nel
2006
Gilda Giuliani pubblica un
recital che tutt'ora nel tour
2008
è attivo, dedicato
esclusivamente a Mimì dal titolo
"Canto Mimì" uno spettacolo di
circa due ore, che segue
cronologicamente la carriera di
Mia Martini.