IO SONO MIA: UN SUCCESSO!

Io sono Mia non è stato solo il racconto di una voce straordinaria, ma anche e soprattutto una dichiarazione d’amore del pubblico verso Mia Martini e la doverosa restituzione della memoria e della dignità oltraggiata di una donna straordinaria”. Così Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction commenta il grande successo ottenuto ieri sera dal film dedicato a Mimì.  “I 7milioni 7mila spettatori con il 31% di share – con un andamento in ascesa sul finale vicino al 40% –  che hanno seguito il tv movie  nella prima serata di Rai1 dicono di un affetto che supera gli anni e accoglie il desiderio di vita e l’amore che Mia Martini ha profuso in un cammino tormentato dalla rozzezza del pregiudizio. Sono tante le donne che si sono riconosciute nella sua forza indomita e tanti i giovani che hanno voluto conoscerla, nel rispetto di un’autenticità che attraversa le generazioni. Ma colpisce – conclude Andreatta – l’attenzione in tutto il Paese e in tutte le fasce d’istruzione. E grazie a Serena Rossi che ha messo se stessa e la sua voce in una prova difficile, che richiedeva empatia e coraggio, alla scrittura di Monica Rametta, alla regia di Riccardo Donna e alla cura produttiva di Casanova con Rai Fiction.

Fonte: Rai

Tentando di ripercorrere il fortunato cammino di Principe libero, l’affresco sulla carriera di Fabrizio De André, RAI Fiction presenta per qualche giorno in sala con Nexo Digital, prima della messa in onda in prima serata su RAI Uno, Io sono Mia. Si tratta del racconto di un’altra pietra miliare della nostra canzone, in questo caso un’interprete, dalla voce straordinaria vittima di una vita sfortunata e del vergognoso accanimento di un ambiente, quello dello spettacolo, velenoso a dir poco. È incredibile, infatti, a distanza di una ventina d’anni e poco più, vedere nel film riproposta la “maledizione Mia Martini”, la voceria che etichettò la cantante come ‘porta sfortuna’ messa in giro da un discografico da lei rifiutato professionalmente a inizio carriera, almeno questa è la tesi del film, che inventa un personaggio di fantasia come primo manovratore della macchina del fango che la porterà al ritiro dalle scene. Medievale e vergognoso riflusso di cattiveria a complicare una vita già non semplice, partendo da un carattere fragile e candido, di una purezza bisognosa dell’amore assoluto, che Mimì Berte (il suo vero nome) inseguì fino alla morte prematura. Sbarcò a vent’anni a Roma, insieme alla madre e alle sorelle, fra cui Loredana Berté, anima vivace delle notti romane degli anni ’70 e caratterialmente molto diversa, estroversa e fracassona, rispetto alla delicatezza sognante di Mimì. Riccardo Donna, il regista, e Monica Rametta, sceneggiatrice, hanno scelto di concentrare il racconto della sua vita in 48 ore, durante il Festival di Sanremo del 1989. Per lei fu un ritorno pubblico, l’occasione della riscossa dopo cinque anni rinchiusa in un casale di campagna, a parte qualche esibizione in piccole feste di paese per pagare l’affitto.

Occasione per rievocare la sua vita in un’intervista con una giornalista, mentre la tensione per l’esibizione aumentava. Io sono Mia compie una scelta, immaginiamo in buona parte dovuta, particolare: quella di inserire varie situazioni e personaggi di finzione, insieme alla ricostruzione reale della vita della Martini, per la quale si è avvalsa della consulenza delle altre sorelle Berté. In particolare sul lato affettivo, viene identificato in un giovane Andrea, incontrato in Versilia, il grande amore che somiglia all’Ivano Fossati della realtà, amore cruciale nonché autore di alcune fra le sue più belle canzoni.

Vittima di una certa insistenza sul lato melodrammatico, approfondendo invece poco alcuni rapporti e snodi cruciali della sua vita, come il rapporto con la sorella, Io sono Mia riesce spesso a superare il rischio della scimmiottatura meccanica da ritratto televisivo, grazie a una cura formale superiore al solito e a una generosa interpretazione di Serena Rossi, convincente soprattutto nelle parti cantate. Emerge il ritratto di una donna dal carattere complicato, sincera e a suo modo pura, artista pronta a mettersi costantemente in gioco, a coinvolgere la sua vita privata spesso dolorosa e piena di paure per mantenere l’integrità e l’amore per la musica; sua vera, unica e definitiva ossessione amorosa.

Fonte: Coming Soon

“Se qualcuno dovesse dire chi delle due era la pazza, penserebbe facilmente a me. E invece no, Mimì era pazza scatenata, nonostante l’apparenza seria”, racconta con affetto sua sorella Loredana Bertè.

Mia Martini era una donna risoluta, pronta ad andare all’attacco, sempre, ma sapeva anche essere generosa e darsi totalmente, come la descrive Io sono Mia, il biopic che celebra la grande cantante, sacrificata sulla graticola dell’ignoranza, e in un certo senso le chiede “scusa”. Voce traboccante e rara, forse la sola accostabile a un mostro sacro come Mina, il suo talento è stato soffocato dall’assurda diceria che portasse sfortuna, che ha spinto il mondo dello spettacolo a emarginarla e ad escluderla a lungo da passaggi in radio e programmi tv. Era l’Italia degli anni Ottanta, neanche tanto tempo fa, e quello che avrebbe dovuto essere terreno fertile di cultura si dimostrò un ambiente infimo e bieco. Di una stupidità crudele che fa tuttora rabbrividire.

Serena Rossi, la cantante attrice di Un posto al sole e dei Manetti Bros., interpreta Mia Martini con tanto cuore e altrettanta voce. Una voce calda e vibrante che non può di certo uguagliare quella originale, ma neanche vuole farlo. “Ho detto a Serena di essere se stessa, di non cercare un’imitazione”, spiega il regista Riccardo Donna, che già ha firmato le fiction Un medico in famiglia Le ragazze di piazza di Spagna 3Io sono Mia è un prodotto multipiattaforma, simile all’operazione del 2018 Fabrizio De André – Principe libero, distribuito da Nexo Digital. La sua natura ibrida si riflette sul risultato: Io sono Mia ha un portamento più da fiction tv che da film per il cinema, con una sceneggiatura – firmata da Monica Rametta – da grande pubblico. Nella cavalcata di decennio in decennio, dall’infanzia di Mia alle serate allegre del 1970 tra sorelle a Roma, dal clamore di Padre Davvero ai successi di Minuetto nel 1973 e del Festivalbar fino al Festival di Sanremo del ritorno del 1989, c’è attenzione nella ricostruzione degli ambienti, delle pettinature, degli oggetti dell’epoca. La cura è assai meno pronunciata nell’invecchiamento dei personaggi. “Abbiamo iniziato a girare il 14 maggio, giorno in cui Mia Martini è stata ritrovata morta: abbiamo iniziato da dove lei ha finito”, racconta Serena Rossi, in cui inizialmente si fa fatica a rivedere Mimì (Mia Martini è il nome d’arte di Domenica Rita Adriana Bertè, detta Mimì). Man mano che Io sono Mia avanza nel racconto e negli anni, però, ecco che Serena diventa sempre più il ricordo che abbiamo di Mimì, labbra che si arricciano nel canto e quel modo di incedere quasi a nascondersi tra le spalle. “Le ho dato ogni fibra del mio essere. Finivo le canzoni con il segno delle unghie nelle mani perché lei non si risparmiava mai”, dice Serena, emozionata, che riceve la piena ovazione di Loredana Bertè, che con la sorella Olivia ha seguito il progetto. “Per me è stato un colpo al cuore quando ho visto Serena recitare Mimì, specialmente perché ha fatto ricerche approfondite, ha studiato molto, e in lei ho rivisto come si muoveva mia sorella, i suoi scatti, la malinconia che a volte provava dentro ma spesso non mostrava”, spiega Loredana. “S’è vista l’anima di Mimì“.

Chi conosce un po’ la storia appassionata di Mia Martini, si stupirà a non ritrovare tra i personaggi Ivano Fossati, il suo grande amore. La spiegazione è semplice: né Ivano Fossati né Renato Zero hanno voluto essere citati nel film. Ecco così che è stato creato un personaggio fittizio, il fotografo Andrea (Maurizio Lastrico), che racchiude molto di quello che rappresentò per Mia Martini l’amore, assoluto, magnifico e lacerante. Ci sono invece Bruno Lauzi che le regala quel gioiello che fu Almeno tu nell’universo, l’amica che mai l’ha abbandonata Alba Calia (Nina Torresi), Franco Califano (Stefano Pesce) che coi suoi modi diretti le dice: “Te c’hai il visetto caruccio ma c’hai un caratteraccio, si dice anche nell’ambiente“. E ovviamente c’è lei, super Loredana (Dajana Roncione). Ma la protagonista è sempre e sempre Mia Martini.

Io sono Mia è un tributo a una voce meravigliosa che è dentro a chi l’ha conosciuta”, afferma Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction. “Siamo orgogliosi di portarla a quei giovani che non l’hanno conosciuta. È anche un racconto sulla sua umanità profonda, degli anni ’70, il successo, gli anni ’80, l’esilio e il ritorno. Anni in cui le donne hanno conquistato diritti nuovi. Il film racconta anche il pregiudizio a cui ha reagito, l’esclusione e la violenza su una donna“.

Il pubblico si trova così di fronte a raccapriccianti momenti veri: night affollati che all’arrivo di Mimì si svuotavano per paura che potesse accadere qualcosa di nefasto, cornetti contro la iella sventolati al suo passaggio, produttori e manager che neanche volevano fosse nominata per scaramanzia. E da Loredana Bertè arriva il racconto di un estratto di vita vera che sa di pieno oscurantismo, un episodio non presente nel film: “Quando Mimì tornò a Sanremo, hanno dovuto fare un contratto segreto perché una persona, che non posso dire chi è, si impegnasse a sedersi all’Ariston in prima fila, quando lei avrebbe cantato; così, se cascava il teatro…”.
Allucinante. Purtroppo non così lontano dall’oggi. “Viviamo in un’epoca di maldicenza“, osserva Luca Barbareschi, produttore con Eliseo Fiction. “Questo è un film su una donna distrutta dalla maldicenza”. Come dice Riccardo Donna: “Io sono Mia è solo un piccolo modo per chiederle scusa”. E per ringraziarla di quanto ci ha dato e lasciato.

Fonte: Panorama

Ad aiutare il regista nel mettere al centro la musica e nel caratterizzarla al meglio attorno alla storia dell’artista, interpretata da Serena Rossi, sono stati chiamati Matta Donna & La Femme Piège, ovvero Mattia Donna e Andrea Toso, autori delle composizioni di film e fiction come Fuoriclasse, Nero Wolfe e La strada di casa. Ci siamo fatti raccontare proprio da loro come è stata composta la colonna sonora originale e come sono state riadattate ex novo le canzoni di Mia Martini, oltre a chiedergli un po’ di informazioni sul loro progetto artistico.

– Perché questo nome, ‘la femme piège’?

Il progetto Mattia Donna & La Femme Piège nasce nel 2010 nel sud della Francia, dalla collaborazione tra Andrea Toso e me (Mattia Donna). Tornavamo da una serie di concerti e ricordo che ci fermammo in Camargue, da sempre una seconda casa per me. Ad essere sincero non ricordo bene l’esatto motivo della nascita di questo nome. Credo c’entrasse qualche ragazza francese, ma era un’altra vita e non avrei mai immaginato di portarmelo dietro fino al 2019.

– Come vi siete conosciuti e quanti anni sono che lavorate insieme?

Andrea ed io ci conosciamo da sempre , sono 20 anni che lavoriamo insieme. E’ tipo una specie di matrimonio artistico. Probabilmente entrambi faremo altro se non lavorassimo insieme. Tutto è iniziato con fiumi di alcool, poesia e tanta voglia di musica. In 20 anni non siamo cambiati molto. Siamo solo , spero, un po’ più bravi a fare il nostro lavoro.

– Come siete stati scelti per la colonna sonora di Io sono Mia?

Siamo stati scelti dalla Casanova di Luca Barbareschi, per cui abbiamo fatto già diversi lavori. Io provengo in parte da una famiglia di registi. In questo caso, su questo film ho avuto la possibilità di lavorare con mio padre. Non ci vediamo molto, viviamo in città diverse quindi è stata un’occasione per ritrovarci, confrontarci sia sul piano professionale che quello umano.

– Quando avete iniziato a lavorarci?

Quando ci hanno proposto il progetto la mia prima reazione è stata quella di rifiutare. Mi terrorizzava l’idea di affrontare una grande artista come Mimì. Poi mi hanno mandato un vecchio provino di Serena Rossi che interpretava Mia, il minuto dopo ero già lì che tiravo giù le partiture dei brani originali. Serena ha avuto la forza di convincerci tutti e non parlo solo di noi compositori. Da lì in poi è stato stato solo un grande atto d’amore per cercare di restituire tutto il possibile a Mia Martini. Il lavoro per noi è iniziato a Febbraio 2018 e lo abbiamo portato fino alla fine, fino al mix finale del film. Siamo stati tra i primi ad iniziare e tra gli ultimi a finire.

– Come avete affrontato la composizione?

Per quanto riguarda le nostre musiche originali, più o meno come al solito, ovvero suonando sulle immagini. Abbiamo cercato di scrivere una musica che accompagnasse la storia nelle sue varie epoche storiche, cercando però di non essere invadenti e di stare sempre un passo indietro alle canzoni. Invece per quanto riguarda il lavoro di produzione artistica del rifacimento dei brani originali di Mia Martini posso dirti che è stato un grosso lavoro di ricostruzione storica soprattutto dal punto di vista delle tecniche di registrazione audioLe canzoni riprodotte coprono un periodo che va dal 1970 al 1989. Diciannove anni in cui il suono ha subito continue innovazioni e cambiamenti. Abbiamo fatto di tutto per rendere giustizia a Mimì e al suono delle varie epoche. Sono state fatte lunghe ricerche sulle macchine originali e sulla strumentazione: riverberi, microfoni, nastri, molle, valvole (…) usando tutta la strumentazione originale possibile oltre che grandissimi musicisti. Il nostro ingegnere del suono, Gianluca Gadda, ha fatto un lavoro strepitoso, a lui dobbiamo moltissimo, come l’idea di ricostruire una tempo-map perfetta dei pezzi di Mia Martini in cui la musica non era a metronomo ma era suonata davvero. Ritrovando così il tempo di Mimì: si cambia in base alle sue pause, si segue l’emozione della voce, non il metronomo. Penso che Serena Rossi si sia ritrovata a cantare nella situazione che si aspettava, come se fossero i brani originali. Poi avendo dalla nostra parte un talento come quello di Serena tutto è diventato magico, unico, incantevole. Alla fine abbiamo riversato tutto su nastro e masterizzato ad Abbey Road.

– Avevate già le immagini da musicare o avete lavorato prima di vedere il film?

Avevamo le immagini, ma è un processo che è andato seguendo i tempi del montaggio del film.

– Quando avete ascoltato per la prima volta una canzone di Mia Martini?

Non saprei, forse da bambino? Non mi ricordo. Mimì è sempre stata lì.

– Qual è la vostra preferita?

Padre Davvero, Piccolo uomo, La costruzione di un amore.

– Secondo voi, qual è l’elemento del film a cui il pubblico dovrebbe fare più attenzione?

Ovviamente alla Musica e al talento di Serena Rossi e di Dajana Roncione che interpreta Loredana Bertè, compito tutt’altro che semplice. Ma ci sono un’infinità di cose cose a cui il pubblico dovrebbe prestare attenzione: la regia, la fotografia, il montaggio, trucco e parrucco, tutti gli attori ecc… Ci sono innumerevoli dettagli che a mio giudizio rendono il film speciale, per quanto in realtà sia stato pensato per la televisione e non per il cinema.

Fonte: Coming Soon

Mattia Donna & La Femme Piège nasce nel 2010 nel sud della Francia, in Camargue, dalla collaborazione tra Andrea Toso e Mattia Donna. Il progetto si occupa della realizzazione di musiche per film, serie TV, documentari e canzoni. Nel 2011 il gruppo ha composto le musiche per la fiction di Rai Uno FuoriClasse con Luciana Littizzetto e per il documentario Fate la storia senza di me con Fabrizio Gifuni. Nel 2012 La Femme Piège scrive le musiche per la fiction Nero Wolfe e nel 2014 e 2015 per la seconda e terza stagione di FuoriClasse. Sempre del 2015 è la realizzazione della colonna sonora per I misteri di Laura, fiction Mediaset in onda su Canale 5, con Carlotta Natoli, Gianmarco Tognazzi e Daniele Pecci. Nel 2016 La Femme Piège firma la colonna sonora per Come fai sbagli, sei serate in onda su RaiUno e scrive le musiche di Alis, spettacolo in cui si esibiscono i migliori performer del “nouveau cirque”. Nel 2017 compone la colonna sonora della serie tv La strada di casa, serie TV co-prodotta da Rai Fiction/Casanova con Alessio Boni, Lucrezia Lante della Rovere e Sergio Rubini. Il 2019 si inaugura con una nuova collaborazione con Rai Fiction/Casanova Multimedia  per il film “Io sono Mia” dedicato a Mia Martini, di cui hanno curato sia la produzione artistica nell’adattamento delle canzoni sia la composizione ex novo delle musiche originali. In corso i lavori per le musiche originali della seconda serie della fortunata fiction di Rai1 La Strada di casa.

Dopo il grande successo al cinema e in televisione di Io sono Mia, arriva l’omonimo album che racchiude tutte le musiche originali e i brani artisticamente prodotti da Mattia Donna & La Femme Piège. Un’impresa difficile, quasi impossibile, quella di ridare luce a una stella della musica italiana come Mia Martini, una grande sfida artistica che Mattia Donna e Andrea Toso hanno saputo raccogliere riscuotendo un ottimo riscontro di pubblico e critica. Un’uscita discografica (per Casanova/ Universal/ GDM) che ha vissuto in poche ore una vertiginosa ascesa su tutte le piattaforme digitali, portando il duo di compositori torinese vicino a nomi di calibro mondiale: su iTunes l’album intero è arrivato in poche ore in terza posizione nella classifica delle colonne sonore, dietro Bohemian Rhapsody (Queen) e A star is Born (Lady Gaga). Travolgente anche la scalata dell’album intero che ha raggiunto la 35esima posizione nella classifica totale di iTunes.

Fonte: The Cloves Magazine

Questa la tracklist di “Io sono Mia” di Mattia Donna & La Femme Piège
con Serena Rossi

Ascolta su: Spotify – Deezer – iTunes

1.M0/ Drone
2.La strada la conosci
3. Padre davvero
4. Piccolo uomo
5. 1973
6.Non sei tu Joe
7.Minuetto
8.Titan
9. Capodanno
10.Mia va in bancarotta
11.Mr. Notte Management
12.La costruzione di un amore
13.Loredana e Mimì
14.Jackie O’
15.Aznavour
16.E non finisce mica il cielo
17.L’incidente
18.Almeno tu nell’universo

About the author: Staff - Mia Martini Official

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